Fair play finanziario e declino calcio Italiano

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Anonimo

Visti i numerosi fallimenti che hanno falcidiando negli ultimi anni molte squadre dilettantistiche, e professionistiche come il Pisa e Pistoiese le più recenti, mi sembra doveroso parlare di quello che stanno facendo ai piani alti, ma alti parecchio, a livello internazionale.

Il comitato esecutivo dell'Uefa, svoltosi ieri ed oggi a Nyon, è stato denso e ricco di decisioni significative ma il passo più importante senza ombra di dubbio riguarda l'adozione all'unanimità della norma sul fair-play finanziario, che entrerà in vigore dalla stagione 2012-13. "L'idea è semplice, ha detto il presidente dell'Uefa Michel Platini, i club non debbono spendere più di quanto ricavano. Agendo così andiamo incontro alla volontà di tutte le componenti del calcio ed in particolare dei proprietari dei club, che ci hanno chiesto una regolamentazione di un sistema sempre più difficile da sopportare". Il progetto entrerà in vigore gradualmente, tenendo conto delle normative di ogni paese, come ha ricordato il presidente della Figc e membro del comitato esecutivo Uefa Giancarlo Abete: "vi sarà un periodo di accompagnamento e comunque un certo indebitamento sarà ammesso per quanto riguarda le spese per le infrastrutture ed i settori giovanili". I club dispongono quindi di un periodo di tre anni per mettere a posto i conti, altrimenti rischiano di non poter partecipare alle coppe europee. L'Uefa ha creato un organismo di controllo indipendente, il "Club Financial Control Panel" .
Fonte Tuttomercatoweb.com

Direi che la Uefa sta facendo sempre più cose positive, l'ultima è stata quella di ridare senso alla Champions League che stava diventando sempre più sotto il monopolio delle squadre dei campionati più importanti, dimenticando che nella Coppa dei Campioni giocavano solo le squadre vincitrici dei vari campionati nazionali. Ecco è stato bello vedere i campioni ungheresi del Debrecen mettere sotto il Liverpool ad Anfield Road rischiando il colpaccio, i russi del Rubin Kazan, i romeni dell'Unirea Urziceni, i belgi dello Standard che hanno fatto fatto soffrire l'Arsenal e altre formazioni nuove in questa competizione, la più affascinante a livello di club.

Mancherebbe solo la ciliegina sulla torta, magari il "5+6" tanto invocato da Blatter, quello di obbligare i club a schierare 6 giocatori della nazionalità del club in campo. Secondo me è assurdo che la nostra Nazionale debba andare a pescare nella Samp o nell'Udinese perchè nelle squadre che frequentano i piani alti della classifica, come il mio Milan, Inter e Roma, non riesce a trovare giocatori da Nazionale. Ecco da milanista ammiro la Juventus che sta lanciando Giovinco, Marchisio e De Ceglie, questi ragazzi sono il futuro del nostro calcio, ma che tra poco verrà sorpassato nelle graduatorie per i posti in Champions dalla Germania, di fatto le tedesche piazzerebbero 4 squadre in Champions e l'Italia perderebbe un posto. Tutto questo perchè in Italia viene preferito il vecchio esperto e lo straniero al giovane italiano, basti pensare che uno come Giovinco, se fosse argentino o brasiliano, sarebbe titolare fisso in una squadra. Urge una profonda riflessione su tutto questo.