Allenatori: Abolito l'obbligo fino alla 1^ categoria

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Allenatori: Abolito l'obbligo fino alla 1^ categoria

Marco - Amministratore www.dilettanticalcio.com

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Notizia bomba !!! Nell'assemblea straordinaria della lnd abolito l'obbligo dal 1 luglio del patentino da allenatore per 2 e 1 categoria e per le giovanili anche regionali.

foto di IBRACADABRA
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per capire Swan... in pratica non ci vuole più il corso per allenare e il ptentino???

pensa in grande... solo così farai grandi cose!!!

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Si é gia presente anche sul sito della lnd nazionale il patentino servirà dalla promozione in sú e la decisione é stata motivata cosi" decisione che và incontro alle pressanti richieste selle società che necessitano di una regolamentazione piú snella e meno stringente per portare avanti l'attività agonistica in una fase di generale ristrettezza economica."

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Si é gia presente anche sul sito della lnd nazionale il patentino servirà dalla promozione in sú e la decisione é stata motivata cosi" decisione che và incontro alle pressanti richieste selle società che necessitano di una regolamentazione piú snella e meno stringente per portare avanti l'attività agonistica in una fase di generale ristrettezza economica."

foto di IBRACADABRA
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quindi a questo punto dalla 3°cat alla 1°cat qualsiasi tesserato può fare l'allenatore??? mi sembra giusto... era l'ora!!!

pensa in grande... solo così farai grandi cose!!!

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Anche io ho letto stamani sul nuovo corriere aretino dell'abolizione del patentino fino alla promozione giovanili comprese
E se posso essere d'accordo per i dilettanti dove per un allenatore e piú importante gestire un gruppo di persone con le varie problematiche (calciatori che lavorano o studiano,attrezzature non all'altezza,poco tempo per allenare) che parlare di tattica,difesa a zona diagonali ecc. per quanto riguarda le giovanili non condivido,perché un allenatore preparato specialmente nei campionati regionali, puó incidere pesantemente nella formazione di un calciatore.

foto di paolosousa
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ahh, e' giusto?? finira' che la figura dell'allenatore non contera' piu' niente, gia' ora c'e' chi per allenare pagherebbe, figuriamoci dopo con tutti quelli che lo vorranno e soprattutto potranno.

foto di paolosousa
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mosquito guarda che a chi fa il corso insegnano tutto meno che la tattica o i moduli tattici. questa e' una buffonata, all'italiana.

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Condivido in parte quello che dici paulo sosa peró alla fine contano sempre i risultati e se una persona é seria e capace non avrà problemi a trovare ad allenare anche perché il tuo bagaglio non l'hai certo formato in quei 40 giorni di corso, ma durante tutto il tuo percorso da calciatore e da allenatore che poi si sono abbinate alle tue caratteristiche e predisposizioni per svolgere questo compito.

foto di calimero
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LND: futuro del calcio

Allenatori: Abolito l'obbligo fino alla 1^ categoria

L'Assemblea Straordinaria della Lega Nazionale Dilettanti, convocata presso l'Hilton Rome Airport di Fiumicino per recepire nel proprio Statuto anche le modifiche introdotte dall'Assemblea federale svoltasi ieri, è stata l'occasione per fare il punto sulla vitalità del movimento dilettantistico italiano. Prima infatti di commentare le decisioni assunte dalla Federazione nel suo complesso, il presidente Carlo Tavecchio ha tracciato nella sua relazione obiettivi raggiunti e sfide future ancora da affrontare. Partendo però da una base solida individuata dallo stesso presidente Figc Giancarlo Abete che ha riconosciuto alla LND e al suo numero uno lo sforzo nel dare ancora più sostanza al nuovo Statuto. "La LND ha sempre testimoniato un senso di responsabilità importante - ha affermato il presidente federale che non ha voluto mancare all'appuntamento della Lega Dilettanti - una dote fondamentale per chi rappresenta un mondo vasto e determinante come quello della LND. Questo senso di maturità è emerso chiaramente in Assemblea ed in tutto il percorso di preparazione. La LND è stata la componente federale che ha mostrato maggiore lucidità, lungimiranza e spirito di collaborazione in un momento tanto delicato, ne sono lieto, ma non avevo dubbi conoscendo bene la realtà dei dilettanti e del presidente Tavecchio".
Perché la LND è soprattutto un grande progetto sociale al servizio della società italiana, rappresentandone la sua ragione politica di indirizzo strategico nella Federazione Italiana Giuoco Calcio. A questo si accompagna un percorso ambizioso di patrimonializzazione della casa madre e delle sue articolazioni territoriali, impostato nell'ultimo lustro, che ha dato consistenza all'intero universo dilettantistico. In particolare nella difficile contingenza in cui vive l'intero sistema Paese, cui la Lega Dilettanti fa fronte con la forza della passione e del volontariato di milioni di persone, offrendo alla Figc risultati lusinghieri in termini di sviluppo dell'attività. "A differenza di quanto avviene nel calcio professionistico, la professionalizzazione raggiunta nell'organizzazione dell'attività dilettantistica e giovanile - ha dichiarato Tavecchio alla platea dei delegati - ci ha permesso di non perdere associate nel corso dell'ultimo biennio e, addirittura, di registrare un leggero incremento". Passando all'analisi delle determinazioni assunte in sede di Assemblea federale, Tavecchio ha riepilogato i successi ottenuti (trasformazione del Comitato Interregionale in un Dipartimento per l'attività di Serie D, passando per l'abolizione del Comitato Regionale Trentino Alto Adige e la contestuale elevazione allo stesso rango dei Comitati Provinciali Autonomi di Trento e di Bolzano, per finire al riconoscimento federale del Dipartimento Beach Soccer), per poi dedicarsi alla fotografia generale del calcio italiano. "C'è una riflessione di fondo che dobbiamo fare partendo da un dato certo - ha affermato Tavecchio con la sua solita grinta - noi viviamo bene, gli altri sono con l'acqua alla gola. Nonostante la situazione federale sia particolare, nonostante i contrasti, la LND è unita e cammina coesa. Non è certamente positiva la frammentazione dimostrata dalle componenti circa i numerosi personalismi cui non si vuole rinunciare sull'altare del rafforzamento della Figc". "La LND - ha ribadito - ha proposto un progetto di rivisitazione generale che comportava sacrifici importanti per dare un segnale forte al sistema Paese di riduzione dei componenti del Consiglio Federale e nel dare più autorevolezza alla Federazione in merito all'indicazione di tutte le cariche federali, ma ciò non è stato accolto dalle altre componenti". Una riflessione che ha coinvolto diversi aspetti sul futuro del calcio dilettantistico anche in relazione all'utilizzo di allenatori con patentino fino alla 1^ categoria compresa. Una decisione, quella assunta dal Consiglio Direttivo della LND, che va incontro alle pressanti richieste delle società che necessitano di una regolamentazione più snella e meno stringente per portare avanti l'attività agonistica in una fase di generale ristrettezza economica.
Tavecchio, inoltre, ha sottolineato il progetto del Dipartimento per l'attività di Serie D: "Il Dipartimento è un traguardo che abbiamo raggiunto con serenità e professionalità esemplari, questa forma gestionale è un' espressione democratica e partecipativa ideale che permette a tutte le società di essere rappresentate, così i club sono certi che le loro istanze saranno ascoltate". Il pensiero di Tavecchio si è poi posato sull'argomento calcio femminile: "La LND ha sempre dato tutto alla Divisione senza chiedere nulla, ci teniamo al calcio femminile e lo abbiamo dimostrato. Abbiamo acconsentito all'istituzione di una commissione strategica che avrebbe coinvolto tutte le anime della federazione e non ci è stato permesso. Le soluzioni pratiche ci sono, possiamo pensare per esempio che ogni società professionistica possa aprire una sezione femminile, sarebbe facile per club che hanno budget di centinaia di milioni di euro destinare una piccola parte delle proprie risorse al calcio femminile connessa ad una gestione più snella ed efficiente dell'organizzazione dell'attività. Questi sono fatti, sono proposte concrete, di altri fantomatici progetti non ne abbiamo notizie. Però sono sereno, perché sono in completo accordo con il presidente federale che da sempre si è speso per difendere le istanze dei dilettanti, quindi risolveremo al meglio anche questa situazione. E' inevitabile, a seguito delle dimissioni di Giancarlo Padovan e dell'intero Consiglio, la nostra richiesta di commissariamento della Divisione". Anche Abete è convinto della bontà del progetto presentato sul calcio in rosa: "Insieme al presidente della LND ho avanzato dei progetti strutturali e strategici cercando di coinvolgere tutte le componenti federali per il bene del calcio femminile, senza cercare colpevoli ma trovando le soluzioni. Non è stato accettato, ne prendiamo atto ma continuiamo ad essere convinti che sia un progetto valido e valuteremo in futuro quali strade adottare per rendere funzionale una disciplina che ad oggi non lo è".
Nella massima assise della LND si è provveduto inoltre ad eleggere all'unanimità il vice presidente dell'area nord, l'Avv. Claudio Bocchietti, carica vacante a seguito dell'elezione di Fiorenzo Vaccari a presidente del Comitato Regionale Veneto.

fonte: www.lnd.it

Ogni maledetta Domenica, si puo vincere o si puo perdere... l'importante e vincere o perdere da UOMINI !!!

foto di paolosousa
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gia' e' dura con una qualifica in mano trovare una panchina visto chemolta gente pur di allenare si prostituisce, figuriamoci dopo... il bagaglio di cui parli dopo sara' impossibile formarlo perche' uno come perdera' due partite avra' l'alternativa dietro l'angolo a due lire o magari gratis. gia' c'e'poca preparazione e conoscenza oggi pur avendo fatto 40 giorni di corso e i vari seminari di aggiornamento via via, figuriamoci dopo. una qualifica ci vuole, anch'io ti garantisco che sarei un buon avvocato, ma dicono che ci vuole oltre ad una laurea un esame dopo... non parlo per me che attualmente ho la possibilita' di fare quello che mi piace, per la categoria che da domani non esistera' piu'. proporrei di modificare la discussione "allenatori in cerca di squadra" in "chi vuole allenare metta il dito qui sotto".....

foto di wromario
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Nei paesi anglosassoni, spagna , francia senza il Uefa B non alleni nemmeno scapoli e ammogliati ,in Italia la scelta e' stata opposta: gia' succede ora che il macellaio e il farmacista del paese mettono bocca figuriamoci dopo che c'hanno messo uno perche' tanto non conta una sega. Inoltre gli altri , anche negli Usa, hanno creato un patentino OBBLIGATORIO, specifico per il settore giovanile......scelta intelligente..sono 2 mondi diversi.
parliamo poi della licenza Uefa A??? in italia la lobby degli ex-pro ha praticamente chiuso OGGI la possibilita' al 99% dei dilettanti di arrivare nei pro o di migliorare le proprie conoscenze partecipando a corsi tecnici adeguati.Infatti come diceva Paulosousa nel Uefa B la tattica non viene nemmeno sfiorata.........!
I Mr. alla Sacchi ecc., gente che non ha mai giocato e che arriva al top ,sono esempi non piu' praticabili in italia.
Il Mr dilettante che arriva al patentino di seconda categoria, a parte rarissimi casi tipo Battistini (40 anni), ci arriva dopo 30 campionati alle spalle e con una media di eta' di 50 anni (Beoni-Forasassi, ecc..) pur essendo preparatissimi: nelle altre nazioni NON funziona cosi'.....MOLTI CORSI, MOLTI AGGIORNAMENTI, MOLTA PREPARAZIONE , le squadre attingono dalle liste della Federazione o dell'Associazione degli Allenatori.
Villas Boas ( 33 anni ) in Italia gli avrebbero dato da allenare al massimo una prima categoria, sempre se non rompeva i coglioni, a gratis e se ascoltava i consigli del fruttivendolo!

Baixinho Docet

GP5
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"È una lunga stagione di cambiamento, quella che sta vivendo il nostro calcio. Lunga, difficile, dagli esiti non scontati, viste le forze in campo non sempre organizzate per raggiungere uno stesso obiettivo. Ma siamo in ballo tutti e tutti abbiamo il dovere di fare la nostra parte, oltre che il diritto di sostenere le nostre idee, tanto più se animate da spirito di servizio."
Queste sono le parole che ho estrapolato dall'ultimo editoriale di Renzo Ulivieri, presidente dell'AIAC (Associazione Italiana Allenatori di Calcio), e che forse lasciavano presagire qualche cambiamento in seno anche alla nostra categoria.
Cambiamento che è stato un fulmine a ciel sereno, visto e considerato che la direzione intrapresa da Tavecchio e dalla LND è andata in senso opposto a ciò che tutti nel mondo del calcio (non solo noi allenatori) si aspettavano, ovvero una qualificazione tecnica a tutti i livelli, dai dilettanti a TUTTO il settore giovanile.
All'indomani della clamorosa eliminazione dell'Italia ai mondiali sudafricani, infatti, la parola chiave della rinascita è stata subito "ripartiamo dai settori giovanili, curiamo la formazione dei nostri talenti (capacità coordinative, tecnica di base e, poi, tattica), INSEGNAMO A GIOCARE A CALCIO....": Baggio, Rivera, Sacchi sono stati nominati a capo dei vertici dei settori tecnici proprio all'insegna di questo cambiamento.
Purtroppo la decisione straordinaria presa dalla LND non mi sembra che sia sinonimo di qualificazione del mondo del calcio; fosse stata associata all'obbligatorietà, per tutte le società con un settore giovanile, di affidare ogni singola squadra ad un istruttore o ad un allenatore qualificato forse nessuno avrebbe avuto niente da ridire... invece così sa solo di una concessione "che va incontro alle pressanti richieste delle società che necessitano di una regolamentazione più snella e meno stringente per portare avanti l'attività agonistica in una fase di generale ristrettezza economica".
Neanche fosse solo il costo dell'allenatore a pesare in un bilancio societario a livello di 1° e 2° categoria, anzi, le cifre che girano negli ultimi anni per i nostri ingaggi riflettono il momento di crisi generale: tanti allenatori prendono veramente due spiccioli per (o pur di) allenare, alcuni addirittura portano soldi sotto forma di sponsorizzazioni e solo pochi riescono a prendere una cifra equa rispetto all'impegno richiesto da tutte le società di 1° categoria e la maggioranza di quelle di 2° categoria (3 allenamenti settimanali + la domenica tutto il giorno fuori).
Non credo che dal 1° luglio i presidenti delle società di 1° e 2° cat. decideranno improvvisamente di affidare le proprie squadre a chi non ha le qualità umane, tecniche e tattiche per gestire al meglio una stagione agonistica: le eccezioni ci sono sempre state e continueranno ad esserci (verranno eliminati solo i costi dei prestanome).
Secondo me, i problemi del calcio a livello toscano sono sicuramente altri e, se la direzione del contenimento dei costi fosse stata la vera molla delle decisioni straordinarie da parte della LND, forse avrebbero fatto meglio anche a diminuire il numero dei giovani obbligatori in categorie come la 1 e la 2° cat. (mettendo magari obbligatori un solo giovane in 2° e due giovani in 1° cat.): allora si che ogni società di 1° e 2° cat. non si vedeva costretta a sborsare cifre spropositate rispetto al valore per pagare i prestiti di giovani calciatori ormai scartati dal giro che conta (con le società più importanti dell'aretino si va a spendere dai 1.000 ai 2.500 euro per il prestito di una anno...).
Il Comitato Regionale Toscano della FIGC è l'unico a livello nazionale ad avere imposto un numero maggiore di giovani per ogni squadra ed un'età più bassa rispetto alle altre regioni (la Sansovino stessa passando dalle finali regionali alla fase nazionale si è vista abbassare l'obbligo dei giovani da 3 a 2...)
Per quel che riguarda invece il futuro di noi allenatori abilitati, credo che mai come adesso sia giunto il momento di puntare sempre più verso la qualificazione della categoria (corsi e seminari di aggiornamento obbligatori), proprio per rilanciare un'offerta di qualità e differenziarci rispetto al resto dei potenziali allenatori non abilitati.
Chi non capirà questo, presto mollerà anche perché la battaglia sui costi di ingaggio è già arrivata ai minimi.
P.S.: ovviamente in altre sedi ci sarà da combattere aspramente contro questa decisione.

Giuseppe Pianaccioli (opinione strettamente personale)

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certo che sentire gente che gioca o forse allena che è giusta qst decisione mi fa sorridere leggermente, mosquito al corso nn ti insegnano a fare il 4-4-2 o 4-3-3, ma anche la preparazione fisico-atletica(importantissima), la psicologia(x la gestione di un gruppo fondamentale), poi con i vari corsi di aggiornamento una persona che si voleva qualificare ancora di più lo poteva fare..
Secondo me hanno scritto bene quelli che ora allenano(Gp, Wromario, Paolosousa), e nn credo che lo scrivono solo xchè hanno un interesse da difendere, ha detto bene wromario, già in Italia siamo un popolo di allenatori, tutti vogliono mettere bocca, se faceva qst, io avrei messo, ma se metteva...
Credo che sia la cosa più sbagliata fatta dalla federazione negli ultimi vent'anni(credo che qst cosa se passerà come ufficiale sia più sbagliata dell'aver messo i fuoriquota obbligatori)...
Vi rendete conto che si può essere allenati da gente che nn conosce niente, ma che allena solo xchè va gratis(oppure da soldi alla società), o ci si può trovare in una squadra dove il presidente visto che vuol fare cm gli pare allena, dirige e comanda...
Credevo che in un post del genere c'erano solo commenti negativi a qst notizia, invece vedo che ancora il calcio dilettanti è quello di sempre, nn vuol cambiare....

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dunque da oggi puo' allenare anche chi non ha mai dato un calcio al pallone? .. cioe' vi rendete conto che ad allenare una squadra puo' andare anche uno preso al bar che poi va in campo solo per far casino e aizzare tutti contro tutti solo per passare la domenica?? .. non ho parole ...

foto di paolosousa
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no, cambia in peggio.... io non lo dico per me, ma per la posizione dell'allenatore che si indebolisce ulteriormente. tutti potranno tentare l'alternativa se i risultati non arrivano, ancor piu' di oggi, senza obblighi da parte della societa' di rispettare impegni presi. e' una buffonata, e la motivazione lo e' ancor di piu'...nei budget delle societa' la voce allenatore incide molto poco rispetto al resto...

foto di 99ghost33
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Domanda per GP5 che e' nel consiglio della associazione allenatori di calcio; ma non si puo' fare nulla contro questa decisione assolutamente vergognosa e che abbassa qualitativamente il calcio dilettanti prima e seconda al livello di quello amatori tipo ARCI , UISP ecc. ecc.?Piuttosto che togliessero sti cazzo di fuoriquota che sono ceduti a peso d'oro dalle societa' di eccellenza e promozione a quelle di prima e seconda in virtu' dell'obbligo allucinante di schierarli in campo.
Saluto,

L.S.

99ghost33

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ah perchè tutta qst rivoluzione la fanno solo x far risparmiare la società?
nn ci posso credere, ditemi che nn è vero...
hai ragione paolosousa, in qst modo se un allenatore nn vince x tre partite lo mandano a casa, tanto c'è la fila x sostituirlo(apparte ache anche ora c'è la fila lo stesso), a qualcuno andrebbe tolto, ma lasciamo perdere...
La cosa che nn capisco è proprio la motivazione di qst scelta?nn ci guadagnano loro con il corso(mi sembra che sia salato no?)
così facendo il corso lo faranno solo coloro che veramente sono intenzionati a migliorarsi nelle proprie conoscenze e chi vuole allenare settori giovanili(regionali o altro)?
mah, nn ho ben capito se sia già attiva qst disposizione o dovrà essere votata o quant'altro, ma credo che l'associazione degli allenatori si opporrà a qst?spero?lo spero x il calcio dilettanti nn x altro, così andrà a finire che ci saranno 4-5 squadre serie x campionato, altre così e così, e poi ci saranno quelle che la domenica andranno a giocatore guidati dal primo che è arrivato al campo...

GP5
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Caro Enzo,
per quanto possa impegnarmi, molte decisioni ti passano sopra e non senti nulla fino a che non arriva il botto.
Questa novità "sembra" sia dovuta ad una guerra politica tra Tavecchio (LND) e Ulivieri (AIAC), e sappiamo tutti che la politica si impegna sempre per il bene comune...
Ti riassumo quello che si desume dai comunicati della LND (l'AIAC non ha ancora commentato la decisione unilaterale di Tavecchio):

20/06/2011 assemblea FIGC con approvazione di un nuovo statuto provvisorio e scontri con AIC ed AIAC (soprattutto per l'eliminazione del diritto di veto e la trasformazione della divisione calcio femminile:
"La LND - ha dichiarato Tavecchio intervenendo dopo il numero uno della Federcalcio Abete - ha proposto un progetto di rivisitazione generale che comportava sacrifici importanti per dare un segnale forte al sistema Paese di riduzione dei componenti del Consiglio Federale e nel dare più autorevolezza alla Federazione in merito all'indicazione di tutte le cariche federali, ma ciò non è stato accolto dalle altre componenti" (leggi AIC e AIAC). "Diversa posizione, invece, è stata indicata relativamente alla trasformazione in Dipartimento della Divisione Calcio Femminile bocciata per il voto contrario di Calciatori (AIC) e Allenatori (AIAC)"

21/06/2011 assemblea straordinaria LND a Roma per recepire statuto ed introdurre alcune "novità"
"A differenza di quanto avviene nel calcio professionistico, la professionalizzazione raggiunta nell'organizzazione dell'attività dilettantistica e giovanile - ha dichiarato Tavecchio alla platea dei delegati - ci ha permesso di non perdere associate nel corso dell'ultimo biennio e, addirittura, di registrare un leggero incremento". (come se il merito fosse solo loro!!)
"C'è una riflessione di fondo che dobbiamo fare partendo da un dato certo - ha affermato Tavecchio con la sua solita grinta - noi viviamo bene, gli altri sono con l'acqua alla gola. Nonostante la situazione federale sia particolare, nonostante i contrasti, la LND è unita e cammina coesa. Non è certamente positiva la frammentazione dimostrata dalle componenti circa i numerosi personalismi cui non si vuole rinunciare sull'altare del rafforzamento della Figc (leggi sempre AIC ed AIAC)".
"Una riflessione che ha coinvolto diversi aspetti sul futuro del calcio dilettantistico anche in relazione all'utilizzo di allenatori con patentino fino alla 1^ categoria compresa. Una decisione, quella assunta dal Consiglio Direttivo della LND, che va incontro alle pressanti richieste delle società che necessitano di una regolamentazione più snella e meno stringente per portare avanti l'attività agonistica in una fase di generale ristrettezza economica.

Ecco qua la presunta "vendetta" di Tavecchio verso Ulivieri (e tutta l'AIAC): tu non mi appoggi l'eliminazione del tuo diritto di veto sulle decisioni federali ? tu non mi appoggi la trasformazione della divisione femminile?
Ok, accolgo le istanze di molte società (?) e ti tolgo "un tuo diritto che ti avevo concesso" e poi vediamo cosa mi rispondi.
Penso che siamo solo all'inizio di una battaglia e non mi rendo conto dove arriveremo: so solo che il tempo che abbiamo investito per fare il corso (40 giorni), tutto il materiale didattico che ci siamo divorati e tutti gli aggiornamenti formativi a cui abbiamo partecipato e parteciperemo in futuro, non dovrà mai essere considerato tempo perso. Nel calcio, come nella vita e nel lavoro, la professionalità paga sempre.

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Ma in parole povere questa decisione deve essere votata dall'aiac E dall'aic o puó diventare immediatamente esecutiva?

GP5
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Questa decisione può diventare immediatamente esecutiva perché spetta SOLO alla FIGC - LND.
L'AIAC, che grazie ad un accordo con la FIGC-LND aveva ottenuto il riconoscimento del patentino per allenare fino alla 2° cat. compresa, può solo cercare di opporsi per far rinsavire Tavecchio (capo LND), ma non può imporre niente a nessuno.

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Quindi questa puó essere una mossa di tavecchio per cercare di ottenere in cambio qualcosa da ulivieri?
Probabilmente se ulivieri ritornerà sui suoi passi e non bloccherà le proposte di tavecchio, lui ritirerà questa decisione?
Forse non tutto é perduto anche se il tempo stringe.

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ragazzi, ma poi dipende sempre dalle società, una società seria che vuol crescere ed essere rispettata non farà mai la scelta di prendere un allenatore così, tanto per fare o per risparmiare perchè poi queste scelte in genere costano molto di più. La decisione è sicuramente assurda ma se noi dirigenti vogliamo bene al nostro calcio sappiamo bene quello che fare, le società che assumeranno allenatori senza requisiti evidentemente non hanno voglia di crescere. Sui rimborsi poi si potrebbe aprire un'altra discussione, è vero che l'impegno è importante per chi fa calcio o lo insegna ma ancora ci sono in giro cifre troppo alte visto la situazione economica attuale, sarebbe forse ora di tornare al dilettantismo vero sotto questo aspetto. SALUTI.

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generalmente le società che spendono ai loro allenatori riconoscono meno che ai giocatori...come in tutte le categorie, non credo che buffon guadagni meno di conte, non credo che ibra prenda meno di allegri, poi se c'è un mourinho o un capello il discorso cambia.... credo che a foiano abbiano speso meno per il mister che per spataro ad esempio....un allenatore è impegnato da maggio ad aprile dell'anno dopo (play off/out esclusi), ha spese di telefono, spostamenti, aggiornamenti, oltre alle rotture... solitamente gli vengono riconosciuti 8 mesi....
si può dire tutto, non che gli allenatori prendanop troppo, soprattutto ora che ce ne sono molti che per allenare farebbero di tutto.

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Ma infatti ai giocatori bisognerebbe tagliare di più, credo che la scelta più importante sia proprio quella dell'allenatore. Da lì poi si costruisce un gruppo, in base alle idee del mister e alle possibilità delle società, non mi riferivo in particolare agli allenatori ma in generale alle spese che una società deve sostenere, poi paolosousa sai bene che preferite avere in squadra buoni giocatori anche se prendono più di voi, perchè con loro si ottengono risultati che vi permettono di continuare ad allenare, in fondo lo fate più per passione che per soldi, giusto?

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se non fosse per passione, si guadagnerebbe di più a stare a lavorare tutte le ore che dedichi al calcio.....
infatti la cosa non è grave per un aspetto economico, ma per la posizione dell'allenatore che si indebolisce anche per il poco che potrà prendere e magari senza nessun accordo formale.

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Ci siamo capiti ma ti ripeto che stà alle società far sì che la vostra posizione rimanga intatta, nella mia società (Alberoro) sarà così finchè ci sarò io. Saluti, ci vediamo in campionato...(se non ti mandano via per prendere uno del paese che costa meno). Ovviamente scherzo, buona fortuna....

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tutt'al più verrò a vedere l'alberoro

GP5
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Dato che la questione su chi può abolire o meno le norme del regolamento del settore tecnico sembra essere un pò più complessa rispetto alla semplicità con cui l'ha presentata Tavecchio e la LND (che di fatto hanno la delega per le modifiche allo statuto ma è il Consiglio Federale che poi approva le variazioni alle norme del Regolamento), consiglio a chi vuole chiarimenti sulla questione ed essere aggiornato sull'argomento "Abolizione del patentino per allenare in 1° e 2° categoria", di consultare questo sito web:
http://www.bgcalcionews.it/2011/06/verso-labolizione-del-patentino-fino-...

GP5
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Ultimi aggiornamenti sulla questione molto cara alla categoria di allenatori abilitati ed aspiranti tali:
dal 1° comunicato ufficiale "stagione sportiva 2011/2012" e pubblicato dalla LND il 1° Luglio, vengono confermati tutti gli obblighi a livello di allenatori fino alla 2° categoria e giovanili regionali (per le specifiche cliccare qui e scaricare il pdf (punto 10 a pagina 36 è la parte che a noi interessa) http://www.lnd.it/index.php?page=user.documents.selectDoc&id=837549&type... );
" Per le gare organizzate in ambito regionale e dal Settore per l‟Attività Giovanile e Scolastica, sono ammessi nel recinto di gioco, per ciascuna delle squadre interessate, purché muniti di tessera valida per la stagione in corso:
a) un dirigente accompagnatore ufficiale;
b) un medico sociale;
c) un allenatore ovvero, in mancanza, esclusivamente per i campionati dell‟attività giovanile e scolastica e per i campionati della L.N.D. di Terza Categoria, Juniores Provinciale, Serie C2 di Calcio a Cinque .... un dirigente;" (specificando poche righe sotto che per allenatore si intende quelli abilitati dal settore tecnico e basta)

L'unica porta che si sono lasciati aperta è il punto specifico dedicato agli allenatori:
" 14) ALLENATORI
Le disposizioni riguardanti la regolamentazione dei rapporti tra le Società della L.N.D. e gli Allenatori formeranno oggetto di separato Comunicato Ufficiale pubblicato dalla Lega Nazionale Dilettanti."

Cosa importante è che si parla di "regolamentazione dei rapporti" e non di "regolamento del settore tecnico (insieme di norme che comprendono anche l'obbligatorietà del patentino per allenare fino alla seconda categoria compresa).

GP5
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Lunedì 4 Luglio c'è stata la riunione straordiniaria dell'AIAC sez. di Arezzo per discutere sulla questione "abolizione del patentino fino alla 1° cat. e per i settori giovanili regionali" e delineare la strategia "aretina" da adottare per contrastare la presa di posizione della LND e rilanciare la nostra categoria in un momento di gran confusione come quello attuale; al tempo stesso sarà necessario coinvolgere e sensibilizzare le altre sezioni AIAC provinciali e regionali.
A fine serata è stato varato il seguente comunicato (inviato immediatamente all'AIAC Toscana e Nazionale):

Con riferimento alla lettera del 22 giugno 2011 della LND prot. Segr./CT/MC/mde/7751 a firma del presidente Carlo Tavecchio, esaminata nel corso della riunione di Consiglio in data odierna, la sezione AIAC di Arezzo contesta fermamente il suo contenuto nel merito e nella sostanza.
Nel merito poiché:
1. Relativamente alla disdetta contenuta nel primo comma non si è tenuto conto che l’accordo è bilaterale tra AIAC e LND e quindi una eventuale disdetta di una delle parti deve essere necessariamente data con adeguato preavviso (gli 8 giorni contenuti nella lettera appaiono decisamente non congrui;
2. Il contenuto di cui al comma 3 non è applicabile in quanto l’obbligo ivi richiamato è sancito dal combinato disposto comma 1 lettera C) e lettera Ca) dell’art. 37 (Obblighi e deroghe) del Regolamento del Settore Tecnico e, pertanto, non può essere modificato che attraverso la modifica del Regolamento stesso da parte del Consiglio Federale della FIGC a norma dell’art. 27 dello statuto FIGC e non con una lettera del presidente della LND.

Nella sostanza poiché:
1. Si attribuisce alla “grave crisi economica delle Associate” la motivazione delle decisioni del presidente, ma così facendo (senza cioè intervenire su tutte le componenti economiche del calcio dilettantistico) si attribuisce di fatto alla componente “allenatori” la responsabilità di gravare sul bilancio delle società di calcio dilettantistiche. Se non fosse questa l’intenzione si dovrebbe agire analogamente e con le stesse tempistiche di decorrenza sulla necessità di arbitri e di assistenti “patentati”, sul ridimensionamento dei notevoli costi di gestione per spese federali imposte alle Società nei vari campionati, sulla imposizione di un tetto agli ingaggi dei giocatori e così via.
2. Il venir meno dell’obbligatorietà di allenatori “patentati” rappresenta decisamente un passo indietro per l’intero sistema calcio. Per un allenatore dotarsi di una abilitazione significa compiere un percorso di studio, raggiungere un livello di competenza, rendersi disponibili a un necessario costante aggiornamento al fine di garantire alle società ed ai giocatori tesserati la copertura di un ruolo delicato e fondamentale nel loro stesso interesse e, di conseguenza, nell’interesse del calcio nazionale.
3. Poiché, come ha detto il presidente Tavecchio nella recente Assemblea Straordinaria, “la LND è soprattutto un grande progetto sociale al servizio della società italiana, rappresentandone la sua ragione politica di indirizzo strategico nella Federazione Italiana Giuoco Calcio” e che lo sforzo della LND ha permesso alla stessa di raggiungere una “professionalizzazione” “nell’organizzazione dell’attività dilettantistica e giovanile”, le prese di posizione del presidente contenute nella lettera di cui sopra appaiono fortemente in contrasto con quanto affermato.

A parere di questa sezione sarebbe invece opportuno che l’obbligatorietà della presenza di allenatori qualificati e “patentati” fosse estesa a tutte le categorie giovanili anche in ambito provinciale (oltreché regionale) poiché è proprio nelle fasce di età più basse che si avverte la necessità di affidare i giovani alla competenza di persone preparate e in possesso di adeguata e riconosciuta qualifica.
Solo così (insieme ovviamente ad altre misure adeguate) si può pensare ad un vero progetto di riqualificazione tecnica del calcio italiano.

Per quanto sopra la sezione di Arezzo dell’AIAC invita il Presidente Regionale ed il Presidente Nazionale a prendere una decisa posizione sulla strada indicata e a mettere in atto ogni iniziativa volta ad un riconoscimento delle professionalità al servizio del calcio italiano in generale e dilettantistico e giovanile in particolare.

Arezzo 4 luglio 2011
Il Consiglio A.I.A.C. Sez. AREZZO

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Si... ma perchè allora non si affranta anche il discorso di quanto costano i corsi per chi li fà sia a livello economico che di tempo??? vorrei ricordare che comunque un allenatori a questi livelli è dilettante e non professionista è il costo economico di tali corsi è elevato come del resto il tempo che si deve dedicare a farli (la gente lavora e non sempre ha la possibilità di farli)!!! io prenderei in considerazione anche questi aspetti!!!

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quindi abolito anke x il settore giovanile, anche regionale?spero di no dai, già regna l'incopetenza, poi che nn si lamentino che nn crescono più giovani di qualità...
Se uno prende una squadra senza neanke sapere da dove si parte, cosa vuoi che insegni ai ragazzi?
io credo che nn si dovrebbe neanke allenare una scuola calcio senza nessun patentino(anke se quello che c'è ora è quasi inutile, ma almeno qualcosa di base la da)...
comunque faranno loro...

GP5
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x underworld:
quello che dici è sacrosanto e giustifica ancora di più l'incazzatura di chi ha speso tempo e denaro per un'abilitazione importante ma, dopo la decisione di Tavecchio, svalutata.
I corsi sono rari in provincia di Arezzo (l'ultimo risale al 2008 ed il prossimo dovrebbe essere ad inizio 2012) e molti sono costretti ad emigrare a Siena o Firenze per ottenere il patentino, l'impegno è gravoso e prevede la presenza obbligatoria per 5 settimane tutti i pomeriggi dalle 14 alle 19 più il sabato mattina (e molti si giocano le proprie ferie); ovviamente il tutto va sommato ai normali allenamenti come calciatore o allenatore...
Il costo per accedere ai corsi non è basso, € 680,00 per ognuno dei 40 ammessi al corso, e la selezione per accedervi è spesso oggetto di critiche e polemiche (in particolare per i punteggi).
Nel 2006 scrissi un'email all'AIAC (Ulivieri) per suggerirgli un modo semplice per permettere a molti di divertirsi ad allenare ed a tanti di proseguire nella loro brillante carriera ad alti livelli (estrapolo solo una parte della email):
"......
Domanda: dato che allenare a questi livelli non è un mestiere ma un modo per mantenere il contatto con la passione di una vita, sarà possibile un giorno garantire gli stessi diritti a tutti coloro che ambiscono ad avere la qualifica di allenatori di base?
Suggerimento: perché non diluite in un anno calcistico la possibilità di conseguire la qualifica (organizzazione annuale a carico dei comitati provinciali con esame finale identico a quello attuale) o create nuove abilitazioni? Frazionando i corsi e relative qualifiche in più parti con un corso di base minimo (UEFA X) per garantire l'operato fino ad una certa categoria (es. corso di 2 settimane per allenare fino ad una certa categoria con numero illimitato di iscrizioni) e successivi aggiornamenti professionali obbligatori mano a mano che uno sale di categoria ed intraprende una carriera più impegnativa che richiede, a quel punto, una crescita professionale. Premiereste tutti coloro che ancora credono nel calcio come passione e selezionereste nel tempo i migliori allenatori permettendo loro una crescita professionale costante ...."

P.S.: ovviamente nessuno ha mai risposto o preso in considerazione la mia email...

Praticamente, oltre al già presente UEFA B (valido fino alla serie D), basterebbe creare un patentino UEFA C per i settori giovanili (già in progetto fino agli allievi) ed un nuovo patentino UEFA X (non in progetto) per la 1°, 2° e 3° categoria.
Chi volesse crescere professionalmente lo farebbe gradatamente, impegnandosi a partecipare a corsi di aggiornamento obbligatori (per qualificarsi).
Anche i costi andrebbero in questo caso rapportati alla qualifica da ottenere.
Chissà...

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concordo con UNDERWORLD e GP5.. io ero stato ammesso al corso del 2008, che poi non ho potuto fare per motivi di lavoro.... non è facile farsi dare permessi x un mese tutti i pomeriggi..... x chi ha certi tipi di lavoro a giornata... .. quindi capisco l'indignazione di chi ha il patentino ma capite anche chi vorrebbe prenderlo ma non può x questo motivo..... siccome siamo in ITALIA stanno risolvendo le cose all'italiana......

basterebbe fare... un corso a COVERCIANO, o in OGNI SEZIONE.. una volta all'anno.. x UNA SETTIMANA o 15 gg... mattina e giorno.. anche facendolo pagare di più... sui 1000 euro... .. magari restrigendo le selezioni con punteggi + altri di entrata.... TUTTI LO POTREBBERO FARE.....!.. si avrebbe più gente con il tesserino e meno problemi.

questo dimostra ancora una volta che chi è al comando NON è CONTATTO con la realtà...... (come dimostrano altre cose tipo: coppa toscana Juniores regionali ferma un mese e poi che dura fino a Giugno -- nella Juniores giocano ragazzi che hanno gli esami di stato.. e secondo voi in quel periodo vengono ad allenarsi ( giustamente studiano)..... turni infrasettimanali in eccellenza ( dove il 90% dei giocatori e dirigenti lavora e tocca prendere permessi ecc ecc...)...... fuori quota in ascesa..... eccetra eccetra........

solite cose all'italiana

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bisognerebbe dare la possibilità a chi vuole di prenderlo, facendo un corso spalmato in una stagione calcistica come dice giustamente gp5, ma far allenare senza è una cosa da primitivi.tavecchio avrebbe fatto meglio ad andare al mare quel giorno.

GP5
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Se vi ricordate, in uno dei primi post sottolineai che, in consiglio federale contro Tavecchio, c'erano andati sia l'AIAC (ass. allenatori) che l'AIC (ass. calciatori): bene, dopo aver silurato gli allenatori con il "tentativo" di abolizione del patentino, ecco la mazzata anche per i giocatori con la possbilità per le società di serie A di tesserare immediatamente il 2° extracomunitario e, di conseguenza, avere meno giocatori italiani in rosa. Non male per chi, all'indomani del fiasco in Sudafrica, sbandierava l'intenzione di riqualificare i vivai e dare più spazio ai talenti italiani.
Purtroppo il calcio italiano è in mano alle società a cui viene permesso forse troppo, senza nessun controllo preventivo... vedi esempi di mala gestione nell'aretino come Arezzo (targato Mancini), Sangiovannese, Montevarchi e Sansovino tra i più eclatanti (ma ce ne sono anche altri casi in categorie più basse dove si fa finta di spendere e spandere e poi non si onorano gli impegni...), realtà che sono piene di debiti verso lo Stato (contributi non versati) ed i propri tesserati ma, nonostante tutto, sono ancora lì pronte a ripartire come nulla fosse successo.

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Su questo argomento continuo a non pensarla come voi e come te paolosousa ... i corsi sono troppo costosi e dispendiosi in termini di tempo... praticamente per fare il corso di allenatori devi essere un nullafacente visto gli orari, i luoghi e i giorni!!! ripeto che un allenatore di dilettanti è un dilettante e non si può pretendere che lasci il lavoro per fare un corso!!!
Inoltre sento parlare di corsi che danno professionalità e conoscenze calcistiche... ma di che scusate... parliamoci chiaro... inanzitutto uno che ha i soldi ed il tempo per farlo una volta iscritto siccome ha pagato il corso lo finisce e lo passa a prescindere se ha imparato qualkosa o meno... ho conosciuto allenatori freschi di corso che non sanno neanche insegnare una diagonale o uno schema d'attacco a parte "palla lunga e fai te"!!! le professionalità vengono dall'esperienza e dalla pratica in primis... ora con questo non voglio dire che per tutti vale questo o che un corso fatto con i contro cogl...i non serve, anzi tutt'altro, ma per fare il professionista mica il dilettante!!! se proprio si vuole io credo che sarebbero utili corsi magari fatti la sera e non tutti i giorni (ossia spalmeti come dice GP5) concentrando ogni corso su di un'argomento specifico senza renderli obligatori, chi li vuol fare li fà per migliorare la proprio professionalità... tanto parliamoci chiaro se uno allena e non ottiene risultati o non è capace, può allenare 1 anno, forse 2 anni, poi non trova più squadra!!!

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caro Underworld, vorrei precisare che:
1- Ai corsi e' difficile essere ammessi (di regola 40 su circa 400 richieste) in base ai titoli, quindi non basta pagare
2- Attilo Sorbi , al corso che ho fatto io,sego' 3 ammessi il primo giorno alla prova pratica con il pallone
3- Non vengono insegnati schemi di gioco ma per la parte tecnica alla fine viene richiesta una tesina scritta e,poi espletata in campo con i giocatori, in cui ogni allenatore esrime una sua idea... (io portai i movimenti delle punte in un 4-3-3, altri la linea difensiva, altri i movimenti degli esterni). Tutto questo viene valutato nel modo di esprimersi, nel merito e nell'efficacia da un allenatore professionista..in quel caso Sorbi.
4- Se veramente lo vuoi fare il tempo lo trovi
5- Se si decide che la base del calcio italiano, in quanto dilettante, non deve essere formata allora non ci lamentiamo se la gente non sa nemmeno fare un cross. Pensa a un allenatore degli allievi o giovanissimi che non sa fare didattica su questi gesti tecnici.....
6- In tutti gli altri paesi del mondo funziona esattamente all'opposto: allenatori qualificati soprattutto tra i piu piccoli e anche nei dilettanti. Le squadre attingono dalle classifiche della federazione in base al punteggio dei corsi e refreshment effettuati durante la stagione.Loro ci investono, noi si va aprendere Luis Henrique e Villas Boas.

ps: GP5 , che fece il corso con me, arrivo' 2° sui partecipanti ed e' un allenatore preparatissimo. Si sbaglia chi pensa allenatore dilettante=urlatore/bestemmiatore della panchina.

Baixinho Docet

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concordo con wromario... su tutto tranne che sul punto 4 ( sei lavori come impiegato 8 ore)... dimmi come fai a prendere un mese di permessi dalle 3 alle 6.30.. tutti i giorni... e se non sei di arezzo, firenze, prato, siena.. mettici il tempo per arrivare.
x il resto concordo.. visto che c'èro anch'io alla prova tecnica.. concordo anche sulla professionalità..., competenze....ecc...e.cc.... esprimendo una mia opinione personale che nelle nostre categorie, zone, paesi, contesti...ecc..ecc.... il calcio deve essere competenza, professionalità.. , ricerca della qualità( su tutto tecnica, tattica, comportamento, ambiente) , scuola di vita!!! .. ma deve anche essere e rimanere "pane e salame"......

comuque ripeto... cose all'italiana.. non c'è da meravigliarsi....

foto di paolosousa
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underworld, hai letto quello che ho scritto? spalmato in una stagione, cioe' una o due sere a settimana ad esempio... per farlo poi non si deve essere nullafacenti, io lavoro e gli altri idem... diciamo che abbiamo fatto molti sacrifici per farlo ( io sono andato a coverciano 5 settimane dalle 16 alle 22 tutti i giorni piu' sabato mattina)... proprio perche' non tutti hanno la posdibilita' di farlo sarebbe giusto diluirlo in piu' tempo.. poi che chi paga passa e' una cazzata perche' dopo due assenze ti mandano a casa per esempio. poi ti ho gia' spiegato che nel corso si parla di prep. atletica, regolamento del calcio, psicologia e aspetti tecnico tattici che non sono moduli o schemi. io non dico che con il corso uno diventa bravo, dico che senza e' peggio.

foto di Underworld
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ti rispondo wromario:

1- E' difficile essere ammessi perchè accettano solo poche persone rispetto alle tante richieste e questa è una prima incongruenza... anche perchè i punteggi sono sempre discutibili e non si fa altro che alimentare idee di "cordelline" o "favoritismi" con chi è accettato e chi no!!!
2- essere un buon allenatore non significa saper "palleggiare" (prova pratica)... Sacchi era un pessimo giocatore di calcio, come Viciani (il padre della "zona")!!!
3- sulla parte tecnica ho solo fatto degli esempi ma una tesina scritta da spiegare in campo e poi valutata non mi dire che se la scrivi e la prepari poi non la sai dimostrare... si può poi stare a discutere su chi la dice meglio o peggio (come a scuola) ma non la vedo una cosa impossibile!!!
4- come dice Capucho se vuoi essere licenziato non mi sembra un'ottima motivazione per farlo!!! forse tu wromario lavori da libero professionista o sei titolare di una ditta o uno dei pochi a cui la ditta permette per un mese e mezzo di fare il part time ma a me se lo volessi fare (come gran parte dei lavoratori dipendenti) non darebbbero tutti questi permessi ed è assurdo che da dilettanti si chiedano sacrifici del genere (oltre che 700 euro di iscrizione)... vorrei ricordarti che sono quasi uno stipendio di un'operaio (più o meno)!!!
5- Forse non ho spiegato bene il concetto... non ho parlato di calcio italiano dilettanti da non formare... anzi ho parlato semmai di corsi specifici (magari una volta parlare di "zona", un'altra di fase difensiva o offensiva... etc etc etc) da fare in tempi e costi accessibili a chi a voglia di farli!!! questo secondo me significa avere la voglia di formare le persone a fare gli allenatori no propinare corsi costosi e con tempi assurdi!!!
6- questo è un punto giustissimo!!! e l'appoggerei in pieno solo se anche in Italia poi ci fosse una graduatoria di merito e le squadre pescassero da lì!!!

Vedi wromario io non c'è l'ho con i corsi, sia chiaro... penso che per essere un buon allenatore devi esserci portati, devi avere voglia e devi formarti perchè c'è sempre da imparare!!! ce l'ho con il sistema che complica sempre tutto e ne fa una questione economica... tu pensi veramente che con un mese e mezzo di corso smetti di urlare e bestemmiare e diventi allenatore??? dai su... sarà una bella esperienza ma mica diventi un MOURINHO dei dilettanti... alla fine del corso se eri buono e portato prima a fare l'allenatore lo rimani, se non ci capivi niente continui a non capirci niente!!!
E' per questo che dico che è meglio fare corsi accessibili e continuativi sempre anzichè un corso solo dove in così poco tempo impari poco più di quello che sai!!!
Quello che dico come vedi paolosousa è abbastanza in linea con la tua idea... per lo meno i corsi spalmiamoli e facciamoli più continuativi!!!

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sono in parte d'accordo con ognuno di voi...
credo che il corso abbia grande importanza sulla formazione di un allenatore, come credo che abbia la sua importanza anche la prova pratica, parlate di sacchi che è un eccezione e comunque allenava una squadra composta in gran parte dai più forti giocatori del momento, ma un allenatore di allievi o juniores (ma anche di promozione) deve saper insegnare un cross, un passaggio (sennò che senso avrebbero le quote se poi chi li allena non sa insegnargli).
Ma condivido anche cosa dice underworld su quanto riguarda i pochi posti e la strutturazione del corso stesso, forse perchè sono toccato personalmente, ho 28 anni e pochi anni di prima squadra (dovuto ad un infortunio e a motivi di studio e lavorativi) ma ho comunque continuato a giocare nei campionati amatoriali (anche un anno da allenatore-giocatore), ho fatto l'istruttore di scuola calcio per due anni (attività alla quale ho dovuto rinunciare poi per motivi di lavoro) e data la mia collaborazione con un quotidiano provinciale ho visto negli ultimi 3 anni più di un centinaio di partite di promozione/eccellenza (per non contare quelle viste in precedenza), ma secondo i vari punteggi federali non potrei accedere al corso, e in caso ci potessi accedere non avrei la possibilità di frequentarlo per i suddetti motivi di lavoro.
Quindì credo che sia giusto dare la possibilità anche a chi non ha avuto le vostre carriere ma è appassionato di calcio quanto voi di poter intraprendere l attività di allenatore, se poi sarà bravo farà carriera, sennò il vostro posto non ve lo toglie nessuno dato che siete tutti quanti degli allenatori bravi e stimati.

GP5
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Chi arriva a fare il corso è già un allenatore "dentro" fin da quando era in campo, mentre guidava i compagni della linea o mentre anticipava le mosse degli avversari senza aspettare le direttive del suo allenatore (e dio sa quanto sono importanti per noi allenatori certi tipi di giocatori in campo...).
Al Corso mi aspettavo di passare pomeriggi in campo a carpire segreti e nozioni non disponibili nei libri o non vissuti nell'esperienza precedente come giocatore.
Invece la mia esperienza al corso allenatori "mi era sembrata", almeno durante quei 40 giorni, alquanto deludente; poi però ti rendi conto dell'importanza di certe nozioni, specie quelle dedicate al settore giovanile.
Prima del corso non avrei saputo correggere errori dovuti alla posizione del corpo o a come si deve mettere il piede di appoggio per determinare il calcio al pallone: ho rivalutato anche Sorbi che ci ha massacrato su concetti fondamentali (ma che al momento non recepivo come interessanti): ecco, il corso ti da gli strumenti per affrontare una stagione calcistica in qualsiasi categoria.
Sbaglia chi afferma che chiunque può allenare, che non è necessaria nessuna abilitazione: il nostro calcio è alla frutta perché nei settori giovanili nessuno "sa sviluppare e correggere" le capacità coordinative (equilibrio, anticipazione motoria, ecc.) né "sa insegnare" i fondamentali, intesi come tecnica di base e tecnica applicata.
Sfido qualsiasi allenatore improvvisato a confrontarsi sul tipo di lavoro che puoi svolgere SENZA FARE DANNI su un bambino di 7 anni piuttosto che di 9 o 13 anni: i corsi di oggi vertono sulle "9 capacità coordinative da allenare in età prepuberale dai 7 ai 16 anni" e non sulla costruzione del gioco nel 4-3-3 (che, se ti piace questo modulo, te lo studi comprando libri o andando in giro per l'Italia a fare corsi di aggiornamento in autonomia o seguire altri allenatori).
Chi allena bambini (non giocatori) dai 6 fino ai 14 anni rischia di arrecare seri danni alla crescita fisica dell'individuo: questi sono i pericoli che arrivano dall'improvvisazione!
Oggi capita sempre più spesso di trovare giocatori che a 20 anni non sanno correre, hanno posture sbagliate, non hanno equilibrio né coordinazione.
Riflettiamo prima di dire apriamo a tutti, liberalizziamo l'insegnamento del calcio a chiunque ha voglia o tempo libero: un pò come permettere a chiunque di insegnare a scuola...
Allenare non significa solo fare gruppo, avere buon senso, scegliere la formazione, conoscere il calcio: secondo me non basta.
Per come la vedo io, obbligherei ogni società del settore giovanile ad avere al suo interno almeno un diplomato ISEF e per ogni squadra un istruttore per giovani calciatori o allenatore di base.
Dalla 3° categoria in avanti (cioè per i giocatori già formati), possono andare bene tutti gli allenatori "abilitati", perché nel calcio non si finisce mai di imparare... la selezione la faranno i metodi di lavoro applicati (purtroppo capita raramente perché chi giudica è spesso incompetente) ed i risultati (l'unica cosa che conta, almeno in Italia).

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Underworld apprezzo questa discussione perche' e' costruttiva, nessuna polemica da parte mia:
Io sono laureato ma parecchi che non hanno fatto la terza media "sulla pratica" ne potrebbero sapere piu' di me....ma non possono fare un concorso o accedere a determinati ruoli.Qui e' la stessa cosa: probabilmente ci sono molti allenatori che pur non avendo il patentino sono meglio di quelli QUALIFICATI ma se permetti non e' giusto che allenino(soprattutto le GIOVANILI)
Se tarocchi il curriculum per partecipare ad un corso rischi la squalifica a vita: se uno vuol rischiare e scrivere che ha giocato nella primavera del Milan responsabilita' sua.
Io ho allenato(e giocato) il primo anno senza patentino e ti garantisco che il corso e' molto utile NON perche' diventi bravo in 40 giorni ma perche' ma perche' ti aiuta a SBAGLIARE MENO. Poi con l'esperienza , di anno in anno, commetti sempre meno errori e prendi piu' fiducia.
Il problema a partecipare al corso non l'ho avuto io, l'ha avuto la mia azienda senza il responsabile per 6 settimane .
cmq sono daccordo con te:
1- se non sei portato a voglia di fare corsi..............
2- corsi diluiti nel tempo e con orari migliori
3- allargamento della base di partecipazione non considerando solo i punteggi .(ricordo comunque che un campionato di eccellenza vale 1 PUNTO e il mini corso per scuola calcio ridicolo vale 6 PUNTI!!!!!!!!!! quanto 6 campionati di eccellenza ma siamo matti???)

Per Capucho: ti capisco , mi ricordo quanto ti ha scocciato non poter partecipare....ma ora che fai il DS non ti piacerebbe fare un corso per migliorare la tua professionalita' (che e' ottima anche senza corso) e confrontarti con altri aspiranti DS?. Pensa che la FIGC organizza corsi da DS SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER LE SOCIETA' DI LEGA PRO DOVE C'E' UNA SELEZIONE DURISSIMA .
ma tanto ti sentirai dire: ma sei nei dilettanti...ma che ti serve il corso a coverciano da DS per vendere e comprare due/tre bischeri per la squadra?? sai benissimo che non e' cosi'.......no?

Un abbraccio a tutti
Romario

Baixinho Docet

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questa discussione mi piace, la reputo molto costruttiva...
condivido l'importanza di un diplomato isef nello staff di ogni settore giovanile...
ma a tutti i livelli si preferisce spendere decine di migliaia di euro per rimborsi spese, piuttosto che investirli nella crescita di giovani, in italia (e non solo nel calcio) si vorrebbe tutto e subito, non abbiamo la cultura dell'investimento a lungo termine.
Ripeto che reputo importantissimo il corso, addirittura io renderei obbligatori dei mini corsi di aggiornamento (come quelli di cui parlava wromario) ma li renderei più accessibili e strutturati un pò diversamente.

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Attenzione gente che questa cosa del patentino ha creato confusione, era solo una proposta (fortemente voluta dalla LND) ma non è stata mai ratificata dal consiglio federale e probabilmente non lo sarà mai, perchè per approvarla occorrono i voti dei 2/3 del consiglio, e l'associazione giocatori, allenatori e la lega prof non sono daccordo!...quindi chi per la prossima stagione pensa di affidare la propria squadra ad allenatori senza patentino, è fuori strada....le cose sono rimaste come prima.....per allenare dalla seconda in su ...occorre essere allenatori abilitati!

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É uscito il bollettino nazionale della lnd che dice anche se in maniera non proprio chiarissima che in attesa del riordino dei rapporti con gli allenatori, sono obbligatori allenatori con il patentino fino alla promozione e sono FACOLTATIVI per la prima e seconda categoria e regionali .
Attendo delucidazioni in merito in relazione all'obbligo di deposito del contratto rimborso spese e del versamento annuale all'ass.allenatori(ma se uno non é iscritto a chi li versa sti soldi.???)
Wromario e gp5 aiutateci voi.

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E soprattutto cosa si intende per divieto di preni di tesseramento?

foto di calimero
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Ulivieri si incatena in Figc

Protesta per il patentino d'allenatore

Seduto con le spalle al muro, la caviglia destra incatenata al palazzo Figc e indosso la tuta della Nazionale. Nel giorno in cui lo sciopero sembra a un passo, il presidente dell'Assoallenatori Ulivieri protesta per un altro motivo: "Sta passando sotto silenzio il fatto che è stata tolta l'obbligatorietà del patentino d'allenatore per prima e seconda categoria e juniores. Andrò avanti, credo, finché morirò". A cercare di dissuaderlo anche Abete.

Il gesto non ha alcun legame con la rottura sul contratto collettivo tra Lega e Aic: ''Visto che sembra ci sarà lo sciopero dei calciatori di Serie A, io gioco d'anticipo e comincio con uno sciopero della fame perché sta passando sotto silenzio questa situazione - ha detto Ulivieri -. Se dovesse decadere l'obbligo del patentino, 5600 allenatori non potrebbero allenare, 100 mila calciatori si ritroverebbero a giocare senza allenatori e 2500 arbitri si troverebbero sui campi senza la tutela dei tecnici''.

Spiega il presidente dell'Assoallenatori: ''Non so dove porterà questo gesto, ma l'avevo programmato. Lotto per questa cosa da 50 giorni. Ieri ho comprato questa catena perché sapevo che la situazione non si sarebbe sbloccata: andrò avanti, credo, finche' moriro"'. Sul tema è intervenuto anche il presidente federale Giancarlo Abete: "Il caso più grosso dovrebbe essere questo ma, ovviamente, rispetto alla Serie A le cifre sono basse e quindi non solleticano la fantasia di nessuno. Ma il vero problema dell'estate, per me, è questo''.

Alla fine il presidente federale Giancarlo Abete è riuscito a dissuaderlo a interrompere la protesta.

Ogni maledetta Domenica, si puo vincere o si puo perdere... l'importante e vincere o perdere da UOMINI !!!