Le Direzioni Tecniche in Eccellenza girone B nel 2010/11

La guida tecnica delle squadre di eccellenza riveste grande importanza purtroppo è diventata di stretta cognizione del diesse e dell’allenatore. I dirigenti rimasti, in genere, non sono in grado di valutare l’operato dei loro tecnici, tranne......

Il DIESSE é meglio se é un componente della società; é assurdo e sbagliato servirsi per tale compito di uno dei tanti ciarlatani sempre pronti alla chiamata . Questi personaggi sono delle vere sciagure e rappresentano dei grandi rischi. Parliamo solo dei più bravi: quando s’insediano fanno piazza pulita del vecchio organico per ovvi motivi di spazio e creare posto ai loro coscritti .......quando vanno via non lasciano nessuna delle conoscenze acquisite e la società è sempre più povera di sapere.

Cosa deve fare un diesse una volta avuto l’incarico di organizzare l’attività tecnica?
A) - insieme alla società decidere l’obiettivo sportivo da raggiungere
B) - prendere visione dell’organico dei giocatori esistente,
C) - suggerire la scelta dell’allenatore,
D) - insieme all’allenatore decidere quali giocatori tenere e quali reperire per il potenziamento,
E) - avere la capacità di saper concretizzare gli obiettivi,
F) - fare più di una volta nel corso della stagione il punto tecnico,
G) - fare da punto di riferimento fra società, allenatore e giocatori.
H) - recepire ed applicare con umiltà i consigli disinteressati di Calciocapace

Fare l’ALLENATORE nella categoria regina é davvero difficile, anche se ci sono mister che sono stabili da diversi anni. Affermarsi in categoria è il top per un mister dei dilettanti.

Come si fa a diventare mister da eccellenza?
A) - devi essere stato un giocatore almeno di quella categoria, quindi piuttosto conosciuto nell’ambiente.
B) - devi aver fatto bene nel settore giovanile della società, la quale ti stima e ti promuove alla prima squadra, oppure provenire da una società con tradizioni specifiche per i giovani.
C) - hai un passato di giocatore di C e D e vai a finire la carriera in una società di eccellenza. Dopo uno, due anni da giocatore, i dirigenti, un po’ per qualche giocata sopraffina, un po’ perché dimostri di sapere di calcio, ti propongono di guidare la prima squadra.
D) - ti sei distinto in una categoria inferiore, una società di eccellenza che ha poco budget ti offre l’opportunità di esordire nell’olimpo dei dilettanti.
E) - sei conosciuto soprattutto per la tua fama di uomo di calcio con la passione di fare l’allenatore, ma non ci riesci molto. Allora, da furbo, fai circolare la voce che contestualmente al tuo ingaggio sei in grado di procurare alla società che ti assume alcuni sponsor.
F) - vinci il campionato di promozione e sali insieme alla squadra.
G) - nessuno si ricorda più per quale motivo alleni in eccellenza, però vi alleni, per cui sei un allenatore da eccellenza.
H) - tutte le suddette condizioni sono subordinate al fatto di essere amico ed estimatore di Calciocapace.

Alla luce delle considerazioni fatte vediamo il profilo di questi personaggi che trafficano nelle società di eccellenza del girone B.

1) BALDACCIO BRUNI (AR)

Diesse - Alessandro BRUNI (confermato) detto “PANINO”. Da molti anni in società, é prudente e riflessivo, cerca di preservare il gruppo formatosi nel tempo che modifica di poco tutti gli anni solo con acquisti molto mirati. Quest’anno Bruni ha mutato la sua filosofia e dopo un paio di stagioni che lo avevano visto reperire giocatori dal sud Italia é ritornato a setacciare le vallate locali.
Allenatore - Roberto BACCI (nuovo, ex Berretti Arezzo), ex giocatore di A, B e C1, con Lazio, Torino, Modena, Mantova, Arezzo. 43 anni, tecnico preparato, persona seria e affidabile lo scorso anno ha guidato al successo la formazione della Berretti dell'Arezzo portandola alle finali nazionali.

2) BIBBIENA (AR)

Diesse - Piero RIDOLFI (confermato) ex buon giocatore dilettante con un passato nel settore giovanile del Milan, volto molto noto in Casentino. Cura con il supportato dal presidente il delicato incarico. La società è sostanzialmente un nutrito gruppo di amici che lavora assieme da quasi 30 anni.
Allenatore - Dimitri BRONCHI (nuovo, ex Pontassieve), detto “FOCHISTA”. Dopo l’infausta esperienza di Pontassieve é ritornato dove si é affermato. Prese la squadra in Prima categoria nel 2006-07, arrivò secondo a 4 punti dalla Bucinese, negli spareggi play-off delle seconde, prima eliminò un forte Tuttocuoio e successivamente il Montignoso conquistando la Pomozione. Nel 2007-08 partì bene, gran calo a cavallo di Natale, grande finale di stagione arrivando 4° dopo Sinalunghese, Pontassieve e Fonte Belverde, con quest’ultimi perse la semifinale play-off. Nel 2008/09 é terzo in campionato dopo Subbiano e Soci, con i cugini perde la finale play-off. Bronchi é famoso per la sua proverbiale calma, è metodico, maniacale, quasi ossessivo nella sua analisi continua, é un fautore del modulo 4.4.1.1 nel quale crede ciecamente anche se sta provando il rombo.

3) CALENZANO (FI)

Diesse - Silvio CEI (nuovo, ex allenatore del Barberino) detto “FURITEMPOMASSIMO”. In veste di allenatore ha guidato per anni e anni il Barberino, aveva un comportamento perlomeno singolare: agli allenamenti arrivava per ultimo e ripartiva per primo causa i suoi problemi di lavoro. Nelle ultime stagioni ha alternato l’incarico di mister a quello di diesse talora cumulandolo
Allenatore - Lorenzo CAVALLARO (nuovo, promosso dalla juniores Nazionale) laureato in Scienze Motorie, è titolare di un fitness club a Calenzano (FI). Più preparatore atletico che allenatore viene a cimentarsi su un palcoscenico importante. Già lo scorso anno fu in predicato per assumere la guida della Fortis Juventus ...auguri

4) CASTELNUOVESE (AR)

Diesse - Vittorio CASUCCI (nuovo, ex amministratore delegato del Figline) detto “GIUBBA VERDE” per anni colonna portante del Figline, che ha traghettato dalla Terza Categoria alla Prima Divisione. La storia di Vittorio si interseca con quella gialloblù, nel club valdarnese ha ricoperto un po’ tutti i ruoli. Famoso per il giaccone verde-porta fortuna che indossa anche coi quaranta gradi dell'agosto. Piero Nosi lo ha voluto al Castello per vedere se finalmente raggiunge la D.
Allenatore - Marco BRACHI (nuovo, ex Castello Group) detto “DRAGO”. Quale mistero regola la carriera di un allenatore?....Solo Eupalla può dare una risposta. Dopo le non brillantissime esperienze di Pontassieve, Tegoleto e Subbiano si riscattò alla guida della Castelnuovese, nei tre anni di permanenza con il Boss ha respirato aria di alta classifica pur non disponendo di squadre con organici fortissimi:
- nel 2004/05 vince il campionato di promozione, restando in testa alla classifica dalla prima all’ultima giornata.
- nel 2005/06 in eccellenza la squadra viene rinforzata con dei buoni giocatori, ma un po’ usurati; Marco li fa rendere al massimo e diventa la vera sorpresa del torneo tenendo testa alla corazzata Figline per tutto il girone d’andata. Ai play-off sbaraglia tutti e nella finalissima con il Forte dei Marmi manca l’Interregionale per l’imponderabile.
- nel 2006/07 la squadra viene fortemente ristrutturata con tanti volti nuovi che poco c’incastrano con il calcio d’alta quota. Malgrado ciò Brachi si guadagna l’appellativo di Drago per la perizia con la quale districa il mazzo di marruche e sia pure con tanta fatica riesce a condurre la squadra ai play-off, pareggia due volte con lo Scandicci, viene eliminato solo perché in campionato si è classificato peggio dei fiorentini. I successivi tre anni sono un susseguirsi di ottimi risultati in serie D con Fortis Juventus, Montevarchi e Castello Group ...quando sembrava avviato verso il professionismo richiamato dal Boss, ha accettato una nuova avventura al Castello sorprendendo tutti ....perché??? quale sentimento, quale grancassa ha indotto Drago ancora in quelle terre contadine? Certo i Ruspanti sanno che hanno un cavallo di razza, equilibrato, coraggioso, che tiene bene il gruppo che sa infondere una forte mentalità vincente. I cambi, che fa sono sempre appropriati e mai banali; spesso con tali mosse riesce a mettere in difficoltà chicchessia.

5) CHIUSI (SI)

Diesse - Mitri PISTOI (confermato) detto “AH!! ..AAAH!!! ..AHH!!!!”. Sono quattro anni che il miracolo della salvezza riesce con una rosa molto giovane, integrata da solo 3/4 elementi di spessore. Per il 2010/11 l’idea dei dirigenti lacustri era quella di lottare per i play-off convinti che il gruppo avesse acquisito la maturità necessaria ma all’improvviso Dimitri si é trovato senza la collaudata coppia di difensori centrali. Non é stato facile porvi rimedio, la cerca ha dovuto essere svolta a 360° ma se per caso si fosse tuffato bene, il sogno resterebbe intatto anche perché o quest’anno o mai più: Montaganoli, Ferretti, Mongili non resteranno in eterno a Chiusi ad aspettare l’araba fenice.
Allenatore - Mario GORETTI (confermato) detto “SUPERMARIO”. Terzo anno a Chiusi che salvò dalla retrocessione nel 2008-09 ai play-out battendo il Fiesole, nel 2009/10 sfiorò per un nonnulla i play-off.. Goretti, 53 anni, ex centrocampista dell’AC Perugia degli anni ‘70/’80, è stato secondo di Ilario Castagner in serie A nell’anno 1999 e tecnico dei giovanissimi, allievi nazionali, Primavera e Beretti dell’AC Perugia. Ha allenato i dilettanti del Deruta Calcio per due anni e mezzo: il primo anno subentrò a metà stagione portando la squadra alla salvezza, il secondo anno ai play off, vincendo quelli regionali e il terzo anno al quinto posto in classifica. Anche quest’anno il mister, nell’assemblare la squadra, ha voluto mettere le mani nel calciomercato andando a pescare fra i giocatori che ben conosceva quando era tecnico nel settore giovanile del grifone ...vedremo se Urbani e Tondini sono degni dell’eccellenza toscana.

6) FIESOLE (FI)

Diesse - Andrea AGATENSI (nuovo, ex Pontassieve) detto “TAPPETINO” di fatto subalterno a Sergio SEZZATINI (autoconfermato) detto “TRINCIA”. Il primo è un insegnante di educazione fisica che non ha ben capito cosa deve fare un diesse per affermarsi. Se si vuole accreditare a tutto tondo la deve smettere di fare il tecnico, il preparatore, il fisioterapista, il segretario, l’accompagnatore e concentrarsi invece sulle pubbliche relazioni stando con tutti e con nessuno, insomma se vuole saltare il fosso deve autenticarsi come un vero figlio di buona donna ed assumere il look giusto ovvero meno fanciullesco. Il secondo é il rappresentante di punta della cordata non ben specificata insediatasi dal 2008-09 ai Poggioloni. Trincia é personaggio più che conosciuto nel panorama calcistico fiorentino, e non solo. Un po’ trufolone talora pressappochista, ma il cervello lo sa far funzionare tanto che qualche idea propria ce l’ha. Ha fatto altalenanti esperienze da allenatore comprese le ultime due piuttosto deludenti: a San Piero a Sieve dove alla fine del girone d’andata, venne esonerato, passato alla Rondine nella veste di mister e uomo società raggiunse la certezza di rimanere in Promozione solo all’ultima giornata.
Allenatore - Massimo MASSI (nuovo, ex Borgo a Buggiano) detto “FUMINO”, l’ancor il giovane e coraggioso tecnico, dopo essere stato per 15 anni la saracinesca del Grassina, ha intrapreso la carriera di allenatore, esordendo con la Grevigiana, poi l’Impruneta (2 cat.), vittoria del campionato, la Valdema Grassina (prom.) quarto posto, il Fiesole (prom.) vittoria campionato e ancora protagonista con i verdeblu anche l’anno seguente in eccellenza. Nel 2007-08 con buone truppe é approdato a Pontassieve nel tentativo riuscito di riportare la società in eccellenza sia pure attraverso i play-off. Missione riuscita ma non apprezzata per cui passa al Borgo a Buggiano conducendo la squadra in serie D dopo un’esaltante percorso play-off. L’anno successivo in Interregionale dopo poche giornate si dimette per divergenze insanabili con lapresidenza. Quest’anno riparte da Fiesole. Appare evidente che la lunga militanza in eccellenza gli consente una profonda conoscenza della categoria almeno nello spirito del suo gioco. Sa ad esempio che se si vuole ottenere un risultato positivo non va lasciato niente al caso. Non tedia più di tanto i giocatori con l’illustrazione delle caratteristiche dei rivali bensì ai propri atleti cerca di inculcare mentalità vincente ed offensiva. Non tollera interferenze da parte di dirigenti o animali simili. Non ha particolari timori reverenziali verso i “vecchi” che inaspettatamente toglie di squadra se non rientrano nella tattica che vuole usare alla bisogna. Generalmente la peculiarità di Massi é fare molti più punti in trasferta che in casa, dove talora trova difficoltà a causa di un’ impostazione di gioco che lo espone ai contropiede avversari; fare pochissimi pareggi, con i tre punti è un grande merito. Il demerito sta nelle frequenti espulsioni dalla panchina, mediamente si becca 8-10 giornate per stagione.

7) LANCIOTTO (FI)

Diesse - Ugo BARTOLINI (confermato) detto “MEFISTO”, uomo di grande esperienza e competenza. Prima di parlare di Ugo Bartolini con quanto ha vinto bisognerebbe pensarci due volte invece ce chi fa lo spiritoso come quelli che dicono con un eufemismo che é demodé che ha la sciatica che il suo posto ormai é a Da da da. Amici è tutta invidia, Ugo con la promozione di quest'anno ha fatto....tredici, scusate se sono poche..., qualcuno sicuramente saprà fare di meglio. Via siate seri ed obbiettivi e sappiate riconoscere i meriti del Re del calcio dilettantistico.
Allenatore - Andrea BERTINI (confermato) detto MEGALOMARTIRE, ex di Fiesole, San Piero a Sieve, Vernio, Calenzano, é da tre anni sulla panca del Lanciotto. Alterna grossi risultati a pessime figure. Recentemente più gioie che dolori: a Vernio ha conseguito una salvezza prodigiosa, a Calenzano ha vinto il campionato di eccellenza, a Campi prima é retrocesso poi si é subito riscattato con un pronto ritorno nella categoria regina. Sa far giocare bene le sue squadre e soprattutto é abile stratega in campo Spesso però ha le lune, é un tipo fumino, capace di innervosire oltre ogni limite l’ambiente per cui rischia sempre l’esonero, é estremamente superstizioso e meticoloso nella ricostruzione delle .sue ubbie.

8) FIGLINE (FI)

Diesse - Claudio ROSSETTI (nuovo, ex componente lo staff della cassata Figline), cresciuto a minuzzole da Poggesi e Casucci si é fatto adulto. E’ uomo gentile, educato, distinto e con pizzo curato che farà tesoro degli insegnamenti dei suoi maestri ....ma saprà uno scrupoloso esecutore trasformarsi in un decisionista???
Allenatore - Manolo ERMINI (nuovo, ex Pontassieve ) detto “GANGSTER, un fanatico della difesa a tre, attua il modulo 3-4-3 che in fase difensiva si trasforma nel 5-4-1. Parliamo del suo 3.4.3: difesa a tre, centrocampo a quattro con due “esterni di corsa” e attacco a tre punte con una capace di ripiegare e di diventare il vertice alto della mediana. Sarebbe un modulo spumeggiante se venisse perseguito fino in fondo senza stare a preoccuparsi troppo degli avversari… È il modulo che ha sperimentato a Reggello e proseguito ininterrottamente in quel di Pontassieve e che gli ha dato risultati positivi ....i tre attaccanti stanno molto stretti, quasi fossero tre centravanti, il sacrificio grosso lo fanno gli esterni che devono pedalare su e giù ininterrottamente, in quel ruolo a Manolo occorrono molti ricambi anche nel corso della stessa partita

9) PONTASSIEVE (FI)

Diesse - Francesco ANDREINI (confermato) detto “CONTADINO” di lunga, lunghissima militanza, due anni fa si prese un periodo sabbatico ...anzi no!! dopo la defenestrazione dalla Fortis Juventus, gravitava sul Ponte quale consigliori del presidente Baldi. .....Boh!!!....lo scorso anno riprese la sua seggiola che da più di un ventennio é lì ad aspettarlo anche quando si assenta come per i fugaci flirt con Barberino e Fortis. Nella passata stagione Contadino venne a più riprese ciurlato da Gangster, il malandrino lo fece impazzire: prima le bizze per la riconferma sulla panca azzurra che portarono al divorzio, poi le alchimie furbesche per riprendersela. In tutta quella vicenda non é che il diesse abbia fatto un figurone, comunque é stato aziendalista difendendo fino in fondo l’operato della società .....anche se era roba da ridire. L’obbiettivo di “Contadino” per il corso austero del Ponte 2010-11 era quello di avere un allenatore almeno esperto e gli si deve dare atto che é riuscito a prendere Prudenza, uno dei veterani della categoria.
Allenatore - Fabrizio TATINI (nuovo ex Barberino) detto “PRUDENZA”, dopo 4 anni consecutivi a Barberino é stato un anno in dolce attesa. Speriamo che nella quiete del riposo abbia meditato sui tanti rimbrotti di Calciocapace ....che gli siano stati di stimolo e utili a modificare il suo modo di giocare. Calciocapace gli ha rinfacciato mancanza di sagacia che spesso è sinonimo di ovvietà e di basare la strategia solo sul controgioco. Prudenza quando effettua i cambi é troppo didascalico, pedissequo: che uggia levare un tornante e mettere un tornante, levare un 92 e mettere un 92. Tatini, non riesce a scrollarsi di dosso il rispetto esagerato degli avversari. Prepara le partite con attenzione certosina, gonfiando la testa dei propri giocatori delle caratteristiche della squadra da incontrare e si dimentica di infondere ai giocatori la necessaria mentalità vincente. Ormai sono quindici anni che fai la categoria ....Fai un anno da leone!!!. ...Imponi le parole d’ordine: debellare, espugnare, sconquassare, annientare,sterminare, sbaragliare, sconfiggere, battere, piegare , vincere, soggiogare, domare, travolgere.

10) RIGNANESE (FI)

Diesse: Loriano MAIANI (confermato), dopo disastrose esperienze come giocatore ...me lo ricordo in quel di Barberino difensore svirgolatore di ogni palla ...dopo una breve e infruttuosa carriera da mister a Scarperia, Ronta, Olimpia Palazzolo ha pensato bene di tentare l’ultima carta come direttore sportivo, l’occasione gliel’ha fornita la Rignanese che doveva sostituire un mammasantissima come Giuseppe Mugnai ...fra lo stupore generale Loriano ha conquistato due promozioni consecutive...credo che sia tutto merito di Eupalla perché il diesse con quella sua faccia da perdente le é sempre rimasto simpatico.
Allenatore - Marco COPPI (confermato) detto “ROMPIRIZZACAZZI”, prodotto fatto in casa, promosso alla guida della prima squadra dalla juniores regionale nel 2007/08 quando la Rignanese di retrocessione in retrocessione stava per sprofondare in seconda categoria. Coppi fu incaricato di rivitalizzare la formazione ....in breve tempo trovò il bandolo della matassa, mantenne la categoria e poi due promozioni di fila; dicono che é un tignino, estremamente intransigente con i giocatori che persegue per ogni minimo errore ...si vede che é la ricetta giusta .....non rompetegli le palle!

11) SAN DONATO IN POGGIO (FI)

Diesse – Silvio SALVIETTI (autoconfermato) detto il “BIGIO”, vera eminenza grigia della società, agisce nell’ombra e se ha deciso di privarsi della preziosa collaborazione di Sigarino vuol dire che lavorerà a tempo pieno. In realtà come collaboratore si era preso Raffaele Mele, ex Audace Galluzzo, utile per reperire qualche quota interessante con i mezzucci che il figuro ha sempre usato fin dai tempi della sua permanenza allo Sporting Arno anche se il motivo vero della suo ingaggio era dovuto al possesso di uno sponsorino. Rapidamente ai Magghioli sono affiorate perplessità sul nuovo diesse che pareva affogare in un bicchiere d’acqua nonostante avesse al seguito tutta la famiglia per cui gli hanno suggerito di fare le valige. Il Bigio avrebbe voluto mandar via Ottimista ma lo ha tenuto dicendo che in fin dei conti gli obbiettivi li ha sempre raggiunti comunque ha cercato di metterlo a proprio agio togliendogli dalle palle Baku che metteva in discussione le
scelte del mister.
Allenatore - Gianluigi SARTI (confermato) detto “Ottimista, ex di Fiesole, Pontassieve e Rondine, é un bravissimo ragazzo, competente ed appassionato ma troppo “bono”, talora poco realista. Quando perde dice sempre che i ragazzi hanno giocato bene, difficilmente s’incazza, sembra quasi che abbia paura a mettere i responsabili con le spalle al muro. Speravo che le vicende Rondinella e Castelnuovese gli avessero insegnato qualcosa, invece anche nelle due ultime passate stagioni a San Donato non ha cambiato atteggiamento. Sono rimasto sconcertato nel vedere la squadra in alto mare per lunghi periodi, lontano da una qualsivoglia possibile logica soluzione. L’idea che mi sono fatto di Sarti é che sia l’allenatore su misura per i Magghioli. Lo fanno lavorare in autonomia ma quando arrivano le difficoltà senza che intervengano screzi e litigi gli tirano l’urecchie e lui accondiscende. La buona sorte del lavoro di Sarti é legata all’imbroccatura dell’assetto giusto fin dall’inizio della stagione altrimenti son cazzi, c’é il rischio di una marmellata ...L’assetto della squadra che più piace ad Ottimista é il 4.2.3.1 strutturato con tre giocatori dietro all'unica punta Mattolini anche quest’anno con i soliti problemi al ginocchio, da destra a sinistra saranno da scegliere fra Bettoni, Tacconi, Lorenzi, Stella e Toccafondi. il peggior difetto di Sarti é quello di essere permaloso... può darsi che Baku qualcosa in tutto l'anno abbia fatto o abbia detto. ...ma da lì a metterlo in discussione ce ne vuole. Vi ricordo che non occorre un allenatore se si deve abbadare un branco di pecore.

12) SAN PIERO A SIEVE (FI)

Diesse - Paolo NALDONI (nuovo, promosso dalla juniores Regionale) detto “POPONE”, i più credevano che si muovesse nel solco tracciato dal maestro Posse. Invece il carneade in un mese di pacifico e indefesso lavorio é riuscito, con una modica spesa a trattenere tutti i big ...dico tutti big della formazione: Calasini, Fantoni, Zulfanelli, Grossi Matteo, NonnoNanni ...non ha avuto dubbi nel promuovere in prima squadra 5-6 giovani pargoli dalla Juniores Regionale e con grande realismo ha fatto pulizia dell’eterne speranze 89 e 90 che pur avendo avuto più di un’occasione per affermarsi non vi erano riuscite ....per cui via dai piedi senza tentennamenti ...A metà giugno la squadra era bell’e fatta ...mancava solo un puntero che come per incanto si é materializzato in “Pelatino” Righi....e tutti hanno detto: ”meglio il geometra che il farmacista”. Attenzione ammonisce Calciocapace la fretta fa fare i gattini ciechi!
Allenatore - Daniele ROSI (nuovo, ex Rontese) detto “PENNELLO”, per gli amici "Grisu", lungagnone, 47 anni ben portati, ex difensoraccio alla viva il parroco di Cerretese, Caldine e Ronta e più recentemente come allenatore secondo di Drago in quel di Borgo San Lorenzo e Montevarchi e nell’ultima stagione, da dicembre, nuovamente a Ronta in seconda categoria, dove dagli ultimi posti della graduatoria é risalito fino a disputare i play-off. E’ la sua grande occasione ma deve saperla cogliere in piena autonomia sia allontanando lo spettro del suo mentore Drago sia ignorando i consigli della ghenga pedatoria.

13) SANGIMIGNANO (SI)

Diesse - Salvatore Massimo FUSCI (confermato), storico giocatore della Valdesa, arrivato al calcio professionistico. Appese le scarpe al chiodo si é cimentato come allenatore conseguendo alcuni buoni risultati con Poggibonsi e Montemurlo. Dallo scorso anno ha assunto la carica di diesse dei turriti dividendola a metà con Beppe Vellini, da quest’anno dietro la scrivania sarà da solo. A Fusci la dirigenza ha chiesto come primario obiettivo una tranquilla salvezza, cercando inoltre di lanciare e valorizzare giovani elementi. Il diesse ha costruito una rosa composta in larga parte da under 20 e 21, con qualche 'vecchiaccio' a fare da chioccia nella speranza che trascini con l'esperienza e con il carisma i più giovani compagni.
Allenatore - Giacomo GALLIGANI (nuovo, ex Monteriggioni), il neo tecnico è una vecchia conoscenza per il "popolo" neroverde, avendo militato nel Sangimignano praticamente al termine della sua invidiabile carriera da calciatore, nel corso della quale ha calcato a lungo palcoscenici professionistici, indossando, fra le altre, pure la casacca della Robur. Come allenatore ha iniziato nel Monteriggioni, guidando prima gli juniores regionali e poi la prima squadra al posto di Valerio Beltrami. Callegari non se l'è cavata male, ma la ristrettezza della rosa e non pochi eventi sfavorevoli hanno condizionato pesantemente il cammino della squadra. Le sue qualità hanno così convinto il clan turrita ed eccolo su una delle panchine più prestigiose del calcio dilettantistico regionale

14) SANSOVINO (AR)

Diesse - Nario CARDINI (nuovo), rimaneva difficile pensare ad una Sansovino senza il suo diesse storico Nario, savinese, grande appassionato di calcio che entra a far parte del gruppo dirigenziale della Sansovino nel 1994, con la squadra in Prima Categoria e sull'orlo del fallimento. Si occupa del settore tecnico, sceglie i giocatori e gli allenatori, ma si impegna anche economicamente per la salvezza della società. Dopo 12 lunghi anni, i conti arancioblù sono risanati e la squadra vola nei campionati professionistici. Cardini, stimatissimo in paese, ha voluto che il suo lavoro di direttore sportivo rimanesse sempre un hobby fintanto che non é arrivata la proposta faraonica del Gubbio alla quale nel tempo sono seguiti altri incarichi, l’ultimo lo scorso anno alla Colligiana interrotto anzitempo. Sarà un caso ma poco dopo che aveva fatto ritorno al Monte è partito il progetto Alessandria che lo vede pienamente coinvolto distogliendolo in parte dagli arancioblu.
Allenatore - Roberto FANI (confermato, ex Sinalunghese) detto”Enfant Prodige”, prima di rivelare la sua vera natura per cui ha cambiato il nome in “JAGO”. Dopo aver ben lavorato nel settore giovanile dell'A. C. Arezzo, negli ultimi 5 anni ha fatto il mattatore: vittoria campionato 2° Categoria e Coppa Toscana con il Pratovecchio, l’anno successivo sfiora la Promozione sempre con il Pratovecchio. Arrivato alla Sinalunghese Fani ha ancor più sorpreso positivamente dirigenti, sportivi e addetti ai lavori. Nel 2007/08 stravince il campionato di Promozione, dopo una partenza tra luci ed ombre, cominciò a mostrare qualcosa di interessante, sia sul piano della manovra che dell'organizzazione, con alcuni giocatori addirittura positivamente "irriconoscibili" rispetto ai precedenti periodi. Nel 2008/09 dopo un inizio folgorante, una lunga siesta invernale seguita da una discreta ripresa primaverile, ha raggiunto dei play-off dai quali é stato sbattuto fuori con fragore. Lo scorso anno ha ripetuto più o meno il campionato precedente ma non ha guadagnato i play-off. Jago ha carisma e grande capacità di amalgamare giocatori vecchi e giovani, è votato sempre al gioco d’attacco. La sensazione è quella che potrebbe diventare un grande ....l’attesa chiamata é arrivata ma il posto non è un granché ....c’è veramente il rischio di perdere il cacio vinto.

15) SINALUNGHESE (SI)

Diesse - Bruno MUGNAI (confermato) detto “Tintura” Beh….parlare di Bruno Mugnai significa parlare della storia della Sinalunghese, in società ormai da oltre 25anni (stando bassi!) fin dai tempi del presidentissimo Giannini e durante le gestioni successive dei vari Andrei, Anichini, De Simone, Paolucci e Antonini, ha ricoperto a fasi alterne la carica di direttore sportivo. Grande conoscitore del calcio dilettantistico e bravissimo nelle trattative di acquisto e cessione dei giocatori, ostico come pochi nello strappare il “miglior prezzo” da società e giocatori. Un grande del calcio in Valdichiana. All’inizio di ogni stagione Bruno era uso prendersela comoda, procede un passo alla volta. Il diesse, finito il campionato, come da tradizione porta avanti il torneo giovanile estivo, dal quale la società tira fuori i soldi per gli ultimi due stipendi dei giocatori; a Sinalunga si paga fino all’ultimo centesimo. Nel frattempo avvia colloqui con gli sponsor; dall'esito di questi incontri dipende gran parte del futuro della squadra. Quest’anno é stata tutta un’altra cosa dopo il tradimento di Fani e per di più con la stalla vuota fin da maggio. Tintura sapeva benissimo che era necessario un ricambio generazionale, si rendeva conto che il ciclo dei giocatori era al capolinea, o almeno lo erano alcuni atleti che non potevano più conciliare il lavoro con tre allenamenti settimanali più la rifinitura al sabato mattina. E’ quando ci sono le emergenze che si vede se un diesse ha le palle. Tintura non ha pianto più di tanto sul latte versato, ha ingaggiato Calimero, un mister caro a Calciocapace, ha letto le massime e le direttive di Calciocapace e alla fine ha fatto una squadra con la quale potrebbe anche evitare i play-out.
Allenatore - Andrea BONIFACIO (nuovo, ex Virtus Poggibonsi) detto “CALIMERO”. Andrea Bonifacio, personaggio assai conosciuto, prima come ottimo centrocampista del "grande" San Quirico d'Orcia e poi come trainer, avendo guidato, con alterne fortune, lo stesso team valdorciano e poi San Rocco, Montalcino e Virtus Poggibonsi. Per Calimero il calcio rappresenta il grande amore: fin da bambino non lo ha mai abbandonato neanche nei momenti difficili, dopo gravi incidenti, brucianti sconfitte o gravi torti subiti. Gli piace lo stare in gruppo, il misurarsi quotidianamente con gli altri, nella gioia e nella delusione. Si considera un allenatore che punta molto sul dialogo chiaro con i giocatori .....e anche se a volte può sembrare un po’ diretto, credo che alla fine il suo stile paghi. Tatticamente non ha un modulo preferito, dipende dai giocatori a disposizione. Il suo giocatore modello deve possedere buona tecnica e senso tattico, ma soprattutto deve giocare. Considera i fuori quota molto incidenti sul raggiungimento degli obbiettivi perché in eccellenza gli avversari sanno sfruttare le debolezze di giovani inesperti E’ uomo non da mezze misure, se trova un gruppo che lo segue e che non gli rema contro, ottiene grandi risultati, altrimenti fa campionati mediocri. Persona squisita, grande conoscitore di calcio dilettanti, dalla 3° categoria alla D, bravo ad improvvisare anche in corsa, Andrea è uno che ai soldi tiene e se li fa dare…è un allenatore che lavora tanto ed il lavoro premia sempre… Okkio perché o vince i campionati o retrocede….Bonifacio, lo scorso anno, con una squadra da massimo 20 punti era riuscito a galleggiare sul fondo classifica senza farsi staccare ...purtroppo gli Amici del Signore lo esonerarono a due mesi dalla conclusione ...chissà quanti atti di contrizione avranno giaculato nel ricordo di quel peccato mortale. Bonifacio é bravo a schierare la squadra con qualsiasi rosa a disposizione ...predilige però avere in formazione molti trequartisti in grado di operare tagli micidiali. . Gli unici giocatori fondamentali sono il portiere, i due centrali difensivi e l’incontrista, tutti gli altri sono interscambiabili. Un’altra caratteristica é quella di giocare dall’inizio con solo tre quote. Qualunque cosa accada, Bonifacio rimane fedele alle sue regole.

16) SOCI (AR)

Diesse – Gianni LIPPI (confermato), più che un direttore sportivo é un f.f. ....nel ruolo si sono alternate figure non qualificate, probabilmente sarebbe necessario essere supportati da un “esperto” per affrontare al meglio un campionato tanto impegnativo dove tutti gli “Ugnitori” si attribuiscono un ruolo di primo piano,. però in Casentino sono gente rustica, credono più nelle cooperative che in un uomo solo al comando ....e forse non hanno tutti i torti ...oltre al controllo reciproco più cervelli che pensano alla stessa cosa possono artorire qualche buona idea.
Allenatore - Luca BEONI (confermato) detto “GRINTA”. Dopo Quarata e Levane tre anni fa approdò a Subbiano, su una delle panchine più ambite dell’eccellenza, bruciando a sorpresa molti altri candidati; sarà stata vera gloria o merito del figlio Mirko tesserato per i casentinesi o del suo più che fraterno amico Gianni Gori?.... Visto come é andata a finire, fu sicuramente merito dell’”Orafo”. Calciocapace si domandò: “Saprà Luca essere gradito ad un gruppo di atleti così amalgamato dai tanti anni passati insieme?”; inoltre: “L’eredità di Battistini sarà troppo pesante, saprà cogliere l’occasione?”. Andò a finire come tutti ricorderete: Male!! malissimo!! Il 48ne Grinta é dotato di tanta determinazione, anche troppa, ex centrocampista difensivo, ricordo che quando era giocatore e la propria squadra attaccava, faceva a pedate con i compagni di reparto. In eccellenza oltre che di un sano agonismo ogni squadra, anche la più debole, se non vuole sfigurare, deve dotarsi di un gioco proprio che faccia della manovra la sua identità, guai ad essere additati come dei picchiatori e degli untori. Grinta, con tutto il rispetto e con il modulo che predilige, un 4-4-2 con due esterni alti offensivi non era stato capace del compito affidatogli. Infatti nelle ultime due precedenti esperienze nella categoria regina sia a Quarata che a Subbiano conquistò e mantenne con largo anticipo la coda della classifica. Invece a Soci due stagioni pirotecniche ....come mai??? semplice ha capito che doveva cambiare modulo e sfruttare le debolezze avversarie, con il 4.2.4 fu subito gloria ...Calciocapace ha inteso che per questa nuova stagione vorrebbe adottare il 4.3.1.2 .....Okkio ad abbandonare la via maestra!!!!!!

17) SUBBIANO (AR)

Diesse - Gianfranco ANGIOLINI (nuovo), figura storica della società e come tutte le figure storiche viene preso sulle palle salvo ricordarsi di lui nel momento della disperazione...ma quando Gianfru ha visto come annaspava la navicella gialloblù non c’ha pensato due volte e si é nuovamente posto in sala comandi. Come ben si evince da queste poche parole, Gianfru non fa parte di quella pletora di diesse che fanno e disfanno ma spesso “reggono il moccolo” ai procuratori ingannando in primis il presidente e poi l’allenatore. Sono poche le società che possono vantare di avere nei propri consigli direttori esperti in grado di valutare con disinteresse e competenza le proposte dei procuratori, mitigare i sogni di grandezza dei presidenti e le richieste degli allenatori....uno di questi é Angiolini.
Allenatore - Luciano GIOMMONI (nuovo, promosso dalla Juniores, regionale), é assai conosciuto nell'aretino, ottimo uomo spogliatoio, grande temperamento, capace di creare un gruppo motivatissimo. Ogni giocatore che ha avuto parla benissimo di lui .....il valore aggiunto può essere la coesione all'interno del gruppo e l'entusiasmo dei giocatori .....per essere arrivati in eccellenza quando meno se lo aspettavano. Deve essere sostenuto dai dirigenti perché non credo abbia mai allenato sopra la 2° ...per questo Calciocapace si offre per dargli una mano perché i colori gialloblu gli sono sempre piaciuti, gli fanno ricordare il bel periodo passato in Svezia.